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Tappa

279

Sant'Agata d'Esaro > Piano di Zanche

Lunghezza
26
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
820
m
-
389
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
66386001
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Una tappa molto lunga ma nel complesso scorrevole, priva di grossi dislivelli, con una bellissima prima parte nella gola dell'Esaro e un finale coi fiocchi tra laghi bellissimi, sul Sentiero dei Valdesi.

Note particolari

Il tratto iniziale lungo la Gola d’Esaro fino al Passo dello Scaglione rappresenta una variante al Sentiero Italia (che si mantiene sulla strada asfaltata), preferita per l’indubbio interesse paesaggistico del tratto.

Bellezza
periodo
Marzo - Novembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Lasciamo Sant'Agata su strada asfaltata; quindi prendiamo una scalinata sulla sinistra e infiliamo il sentiero che entra nella gola dell'Esaro, in impercettibile salita. Giungiamo presto al corso del fiumiciattolo Esaro e lo risaliamo lungo uno stretto sentiero (non sempre di facile identificazione) immerso nel bosco che prospera nella gola rocciosa, guadando molto spesso il corso d'acqua (con prudenza, le rocce sono scivolose e a volte occorre intuire il punto migliore per superare l'acqua). Il percorso è a tratti spettacolare e vale la pena godersi l'ambiente circostante. Dopo alcuni km, giungiamo in una radura e saliamo verso sinistra, andando a prendere un sterrata che ci porta in breve alla strada asfaltata, in prossimità del Passo dello Scalone.

Poco dopo superiamo, sempre su asfalto, un ristorante; quindi giriamo a sinistra e infiliamo una strada in parte asfaltata, in parte sterrata, che procede in dolcissimo saliscendi. Da un belvedere godiamo di un bellissimo paesaggio sulla Montea e sulla costa tirrenica, quindi superiamo il Lago La Penna. Proseguiamo così per una dozzina di km, molto scorrevoli, fino a giungere al Lago La Paglia, dove troviamo un'area di sosta attrezzata e, nei pressi della strada, anche una fontana.

Poco dopo il lago ci stacchiamo dalla strada (e dal Sentiero Italia, per poco) ed effettuiamo una deviazione sul Sentiero dei Valdesi: prendiamo un sentierino sulla sinistra, non segnato, per andare ad ammirare i successivi laghetti, davvero stupendi: il Lago dei Due Uomini e il Lago Trifoglietti, immersi tra bellissime faggete - sono luoghi carichi di magia. Dopo il Lago Trifoglietti ritorniamo su strada asfaltata, quindi prendiamo un nuovo sentiero attaccando la discesa finale (350 m D- ca.). In breve ritorniamo sulla sterrata del Sentiero Italia e la prendiamo verso sinistra; giungiamo al Piano di Zanche (significa "pozzanghere": il luogo in passato era un acquitrino), dove conviene accamparsi per la notte.

COSA SAPERE

Sulla costa è presente un comune dal nome singolare: Guardia Piemontese. Cosa c'entra il Piemonte con la Calabria?

La storia risale al XII secolo, quando numerosi fedeli valdesi fuggirono dalle terre occitane del Piemonte e si insediarono in Calabria, tra Guardia Piemontese, Montalto Uffugo e San Sisto dei Valdesi, vivendovi pacificamente per diversi secoli. Nel giugno del 1561 accadde tuttavia la tragedia: il paese fu vittima di una strage vergognosa in cui tutta la popolazione, compresi donne e bambini, fu brutalmente uccisa. Fu il "Grande Inquisitore” Michele Ghislieri (futuro papa Pio V) che decise di lanciare una crociata che sterminasse i Valdesi.


Da San Marco Argentano, in prossimità di Fagnano Castello, parte il Cammino di San Francesco da Paola, un itinerario che ripercorre la vita del Santo (1416-1507) divisa in due parti: la via del giovane (da San Marco Argentano a Paola) e la via dell'eremita (da Paterno Calabro a Paola).

Il santo calabrese è il fondatore dell'Ordine dei Minimi, che aggiunse alla regola monastica comune (povertà, obbedienza, castità) l'astensione dal mangiare derivati animali - un vegano ante litteram. Il simbolo dell’Ordine dei Minimi è un sole giallo, che accompagna il cammino del Santo.

San Francesco da Paola è molto venerato in Italia e nel mondo e deve il suo nome a Francesco d'Assisi: quando era bambino fu colpito da una grave malattia e riuscì a guarire grazie all'intercessione del Santo di Assisi. Da allora decise che avrebbe dedicato la sua vita alla preghiera e alla contemplazione. Iniziò la vita eremitica molto giovane e raccolse fin da subito un cospicuo numero di seguaci. La sua fama di taumaturgo era così grande che il re francese Luigi XI lo volle alla sua corte. Il Santo accettò malvolentieri quello che faceva parte di un accordo politico tra lo Stato della Chiesa e la Francia, paese in cui morì, lontano dalla patria, alla veneranda età di novantun'anni.


COSA VEDERE

Nel finale del percorso si incontra il Lago dei Due Uomini, parte di un complesso di piccoli laghi del comune di Fagnano Castello, unici laghi naturali della Calabria.

Hanno una notevole importanza naturalistica: nel 1982 qui fu trovata una nuova specie di tritone. L'erpetologo francese Alain Dubois, sorpreso dalla scoperta, nominò il tritone alpestre come inaspettato: triturus alpestris inexpectatus!


A Guardia Piemontese si trova il Museo Valdese che racconta la storia dei Valdesi di Calabria; è stato inaugurato nel 2011, anno del 450° anniversario della strage di Guardia Piemontese.

Il museo, insieme al Centro Culturale Luigi Pascale, custodisce la storia e la cultura valdese e promuove una riflessione sull'importanza della libertà di culto e di fede, sulla laicità dello stato e sul messaggio universale di accettazione della diversità. Queste due istituzioni contribuiscono inoltre a salvaguardare la variante del dialetto occitano parlata a Guardia Piemontese, il guardiolo.


COSA MaNGIARE

Vitigno autoctono della provincia di Cosenza è il magliocco, coltivato fin da tempi antichi sia in Calabria che in Sicilia con una produzione legata soprattutto al consumo familiare.

Negli ultimi anni sempre più giovani viticoltori, tra cui i Vignaioli Artigiani di Cosenza, stanno lavorando perché il vino ricavato dal magliocco possa esprimere tutto il suo potenziale.

È un vino rosso dal colore intenso e dalla struttura importante che determina un'alta propensione all'invecchiamento. Il nome pare sia dovuto dalla forma del grappolo, in cui gli acini sono così stretti da farlo somigliare a un nodo o a un pugno (“maglio”); secondo alcuni questa caratteristica può comportare un problema per la maturazione degli acini interni.

Anche per questo motivo la maturazione dell'uva è tardiva, tanto che può arrivare alla fine di ottobre.


DOVE DORMIRE

A fine tappa non è presente alcuna struttura ricettiva. L'unica soluzione per il pernotto in loco è dormire in tenda; si consiglia di farlo a Piano di Zanche.

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Castrovillari.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“La valle dell’Esaro ci riserva dei momenti estatici”

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