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Tappa

295

Serra San Bruno > Mongiana

Lunghezza
24.8
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
946
m
-
836
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Una buona tappa all'interno della foresta, impegnativa nel primo tratto di salita e poi tranquilla. La foresta è molto bella, la camminata è sempre su sentiero e nel complesso è piacevole; la chicca del giorno è il complesso siderurgico della Ferdinandea.

Note particolari

Il primo tratto sale ripidamente e a tratti la traccia sul terreno non è ben chiara: bene monitorare la traccia GPS.

Bellezza
periodo
Marzo - Novembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Partendo dalla piazza di Serra San Bruno, attraversiamo il paese per un breve tratto fino a superare il torrente Garusi, dopo il quale passiamo su strada sterrata e attacchiamo la lunga salita (600 m D+ ca.), immersi nella bellissima foresta, passando presto su sentiero, a tratti ripidino. Ai nostri piedi a tratti scorre un piccolo ruscello incanalato in argini di cemento e balaustre in legno. Incontriamo tre massi erratici di granito molto grandi; il primo è il bellissimo “Sasso del Signore”, usato dai briganti come luogo di raduno per le Messe.

Dopo questa salita proseguiamo per un tratto su un falsopiano e arriviamo a Ferdinandea, un complesso molto grande che ospita tanto il casotto di caccia di re Ferdinando II quanto un’anticaa fabbrica siderurgica, tra le più grandi in zona, utilizzata per la produzione di armi e la lavorazione dei metalli durante il regno delle due Sicilie.

Dopo un breve saliscendi su sentiero, passiamo definitivamente su sterrata e risaliamo dolcemente (300 m D+) fino a valicare, superando una strada asfaltata; quindi proseguiamo il cammino in discesa tranquilla (300 m D- ca.) per così raggiungere il tranquillo centro di Mongiana.


COSA SAPERE

Tra il comune di Mongiana e quello di Arena si sviluppa la Riserva Naturale Biogenetica Cropani-Micone. 235 ettari di superficie in cui vivono numerosi mammiferi e uccelli, in una vegetazione cartatterizzata dall'abete bianco e dal pino nero. Istituita nel 1977, la riserva è stata acquistata dallo Stato nel 1916 dalla marchesa Caracciolo Imperiale di Arena.

Nel territorio di Mongiana è presente uno dei più importanti complessi siderurgici del Regno delle Due Sicilie. Realizzato negli anni Settanta del Settecento, ebbe un notevole sviluppo arrivando, nel secolo successivo, a dare lavoro a 1.500 operai durante il periodo della dominazione francese, quando l'intero polo venne ristrutturato.

La scelta del luogo, da parte della dinastia Borbone, è legata a due fattori: la volontà di unificare il Regno (creando occupazione in aree periferiche come questa) e la propensione siderurgica del territorio (nella vicina Stilo erano già presenti diverse ferriere).

Il ferro uscito dai poli siderurgici di Mongiana servì per costruire il primo tratto di ferrovia che metteva in collegamento Napoli e Portici. Ferro, acciaio e ghisa di qualità diedero vita, a metà Ottocento, alla Fabbrica d'Armi con cui venivano realizzate carabine di precisione o sciabole - qui fu inventato un fucile a molla denominato appunto Mongiana.

La secolare storia della Reale Ferreria e Fabbrica d'Armi dei Borboni si conclude negli anni successivi all'Unità d'Italia.


COSA VEDERE

Oggi, a raccontare la storia antica delle Reali Ferriere c'è il museo MuFAR. All’interno di uno spazio innovativo, il museo racconta la storia di un'importante area di archeologia industriale. Dopo la chiusura la fabbrica cadde nell'oblio, per essere poi riscoperta negli anni '70 del Novecento.

Nel 2013 il museo ha proposto al pubblico le scoperte di un secolo di vita di Mongiana e di tutta la zona.

Per maggiori info su orari e biglietti, si veda il seguente LINK.


All'interno del territorio del vicino comune di Bivongi è presente la più alta cascata della Calabria: la cascata del Marmarico, facilmente raggiungibile con un sentiero. Con i suoi 114 metri, suddivisi in tre balzi, è una vera e propria meraviglia - entrata a far parte del progetto "meraviglie italiane".

Il laghetto antistante consente una fresca nuotata nelle torridi estati. Il nome Marmarico, in dialetto calabrese Marmaricu, vuol dire "lento" o "pesante"; alcuni sostengono invece che il significato del nome sia da riferire all'etimologia di "lucente","brillante".


Meritano una piccola deviazione l'Eremo di Santa Maria della Stella di Panzano e ancor di più la Cattolica di Stilo.

L'eremo è situato all'interno di una grotta e le testimonianze lo fanno risalire al VI secolo d.C.. Divenuto Santuario secoli dopo, è caratterizzato dalla lunga scalinata scavata nella pietra e dall'affresco di Maria Egizia (X-XI secolo).

La Cattolica di Stilo è divenuta il simbolo della Calabria per l'EXPO del 2015. Si tratta di una chiesa bizantina (con il termine “cattolica” si indicavano le chiese munite di battistero) di rara bellezza. Abbarbicata sulla parete del monte Consolino, la piccola chiesa si contraddistingue per le cinque piccole cupole. È decorata da numerosi affreschi e nei secoli fu luogo di preghiera anche per i Musulmani.


COSA MaNGIARE

Il miele ApeRoll non è solo un buonissimo prodotto, in particolare quello di castagno, ma è anche il contenitore della storia di Andrea Rullo il quale, dopo aver girato il mondo, ha deciso di abbandonare il suo lavoro sicuro per tornare a Mongiana, suo paese natìo, a fare l'apicoltore.


Tra i numerosi e importanti amari calabresi c'è il Rupes.

Premiato come migliore amaro del mondo nel 2020 (World Liqueur Awards), nasce nella prima metà del XIX secolo dall'idea di Vincenzo Errigo che cominciò a raccogliere le erbe medicinali ai piedi della Rupe di Roccella Ionica e a produrre il distillato solo per gli amici stretti. In seguito conobbe un giovane di nome Pietro, promettente avvocato che faceva parte dell'élite culturale incline alle idee liberali e unitarie, il quale insieme agli amici carbonari molto apprezzò il liquore e lo denominò “Rupes”; a seguito della morte del giovane rivoluzionario e dei suoi compagni, Vincenzo Errigo decise di chiamare l'amaro Rupes, in memoria di quei giovani; il suo liquore divenne il simbolo dei moti rivoluzionari che portarono all'Unità d'Italia.

Il gusto è caratterizzato dal leggero gusto di liquirizia e finocchietto.


DOVE DORMIRE

Hotel degli Amici, a Mongiana. Tel. 0963 311062


COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Vibo Valentia oppure da Catanzaro.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Risaliamo tra i ricoveri adibiti in passato dai carbonai e alcuni bellissimi massi erratici che spuntano maestosi tra gli alberi”

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