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Tappa

240

Tricase (Marina Serra) > Santa Maria di Leuca

Lunghezza
21.8
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
344
m
-
352
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
54969706
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Con una tappa di buona lunghezza concludiamo il Cammino del Salento.

Gli scenari sono bellissimi, specie quando ci affacciamo sul mare a picco lungo il Sentiero delle Cipolliane o ammiriamo il panorama dal Ponte del Ciolo. La perla del giorno è senz'altro l'arrivo al faro di Santa Maria di Leuca, sotto cui si incontrano i due mari (Ionio e Adriatico).

Note particolari

La tappa rappresenta un'estensione del Sentiero Italia (che termina a Grottaglie), ideata per estendere il cammino pugliese alla costa salentina.

Bellezza
periodo
Tutto l'anno
PERCORRIBILITà
INTERESSE
Paesaggistico
Culturale
Enogastronomico
RAGGIUNGIBILITà
Paesaggistico
Culturale
Enogastronomico
PERCORSO

Lasciamo Marina Serra percorrendo il lungomare; quindi, dove termina la strada, prendiamo sulla destra il Sentiero del Nemico, che sale (100 m D+ circa) deciso fino a immettersi sulla strada provinciale, verso sud; subito dopo, prendiamo la piccola strada sulla destra per immetterci poco dopo su una carrareccia che ci conduce fino al centro di Tiggiano, dove vale la pena visitare il bel castello con il Parco Comunale annesso (che ospita il bosco metropolitano più grande del Salento).

Usciamo dal paese sempre su strade minori, giungendo dopo un paio di km al paese di Corsano. Continuiamo verso sud su una strada di campagna; dopo un breve tratto di sterrato, ci immettiamo nella provinciale verso sinistra per poi prendere la carrareccia che scende (100 m D- circa) fino all'abitato di Novaglie.

Attacchiamo il Sentiero delle Cipolliane: è probabilmente il tratto più spettacolare della tappa. Avanziamo sospesi sul mare; dopo circa 1 km, facciamo attenzione a non perderci la deviazione per visitare delle grotte (con vista incredibile). Al termine del sentiero sbuchiamo sul Ponte del Ciolo; superatolo, scendiamo gli scalini sulla destra fino a raggiungere la piccola insenatura sottostante, dove possiamo goderci un tuffo.

Risaliamo su buon sentiero il canalone, ammirandone le falesie; quindi, guadagnata la strada, attraversiamo il paese di Gagliano del Capo e, sempre su strade minori, continuiamo verso sud fino a raggiungere la statale, in prossimità dell'Erma Antica (un monumento dove storicamente i pellegrini depositavano simbolicamente un fardello portatisi dietro durante il proprio viaggio); ormai il faro è in vista. Lasciamo la statale e, tenendo la destra, ci dirigiamo verso il lungomare di Leuca; giunti di fronte al mare, svoltiamo a sinistra per poi risalire la scalinata monumentale dell'Acquedotto Pugliese, con la quale giungiamo al faro di Leuca, dove s'incontrano i due mari: oltre non possiamo andare.


COSA SAPERE

Santa Maria di Leuca deve il suo nome a Leucasia, una bellissima sirena che attirava i naviganti con la sua soave voce.

Leggenda vuole che Leucasia vivesse nelle acque a sud di Castro; un giorno vide arrivare sugli scogli Melisso, un giovane pastore, e tentò di sedurlo con il suo canto. Melisso, innamorato di  Aristula, non cedette alla tentazione e così, non riuscendo a sopportare il rifiuto del giovane pastore, la sirena Leucasia si vendicò e uccise i due giovani amanti scatenando una tempesta improvvisa che li travolse mentre si trovavano sugli scogli. La dea Minerva però, commossa dalla tragica fine dei due innamorati, decise di trasformarli in pietra rendendoli così immortali: Melisso e Aristula si trasformarono nelle due estremità di Santa Maria di Leuca, Punta Ristola e Punta Meliso.


Santa Maria di Leuca è una dei pochi posti in Europa dove è possibile vedere sorgere e tramontare il sole dallo stesso punto. In determinate condizioni è possibile distinguere cromaticamente le due correnti provenienti dal Golfo di Taranto (Mar Ionio) e dal Canale di Otranto (Mare Adriatico).


Dal piazzale della Basilica di Leuca una scalinata a due rampe di 296 gradini scende fino al porto vecchio: fu realizzata durante il fascismo per celebrare l'arrivo dell'Acquedotto Pugliese, monumentale opera che parte dalla Campania e percorre tutta la Puglia.

Iniziato nel 1906, raggiunse Leuca soltanto nel 1939. Le due rampe della scalinata sono separate da una fontana aperta solo in occasioni particolari, a celebrare la grandiosità dell'opera ingegneristica che ha risolto uno dei grandi problemi di queste terre - la scarsità d’acqua dolce.


COSA VEDERE

Dalla Marina di Novaglie parte il Sentiero delle Cipolliane, sospeso tra terra e mare.

Camminando sul bordo della scogliera, in giornate limpide si possono ammirare i monti dell'Albania e le isole greche più vicine. Lungo il percorso si incontrano i resti di strutture rurali: numerosi sono i muretti a secco che servivano a proteggere le coltivazione dalle forti brezze marine.

Una bretella del sentiero conduce alla maestosa grotta delle Cipolliane, da cui si gode di una meravigliosa vista sul mare. Il suo nome deriva dalle numerose cipolle selvatiche che crescono sparse in quest'area.


Poco prima di giungere al faro di Leuca troviamo una stele chiamata erma antica, del 1753.

Ai piedi di questa stele, gli antichi pellegrini che si recavano a Gerusalemme lungo la Via Francigena del Sud deponevano la pietra simbolo dei propri peccati, per poi raggiungere, coralmente, il Santuario della Madonna di Leuca. È bene prendersi un momento di silenzio e pensare a quali pesi lasciarsi alle spalle.


Sopra Punta Meliso si erge la piazza della Basilica di Leuca, dove si trovano i monumenti più importanti della città. Si narra che la Basilica Minore de Finibus Terrae fu costruita nel luogo in cui San Pietro sbarcò in Italia, laddove, in epoca romana, si trovava un tempio dedicato alla dea Minerva.

Nei secoli la chiesa è stata più volte distrutta o saccheggiata, ma comunque sempre ricostruita. L'attuale tempio è frutto della  ricostruzione  della prima metà del 1700. Sull'altare maggiore c’è la tela della Madonna de finibus terrae, di Jacopo Palma il Giovane. Fu bruciata durante un'incursione saracena ma miracolosamente si salvarono i volti della Madonna e del Bambino (il culto della Madonna pare sia dovuto ad un miracoloso salvataggio di alcuni pescatori locali). L'importanza della chiesa fu riconosciuta da Giovanni Paolo II, che nel 1990 la elevò a Basilica Minore.


Adiacente alla Basilica, il Museo Vito Mele contiene numerose opere pittoriche e scultoree di artisti contemporanei, tra i quali anche Giò Pomodoro.

Per maggiori info su orari e biglietti, si veda il seguente LINK.


La costa di Santa Maria di Leuca è arricchita da numerose grotte, molte delle quali hanno importanza storico-culturale. Nei pressi di Punta Ristola si trova la Grotta della Porcinara (o della Portinaia) dove sono state ritrovate strutture murarie e iscrizioni greche - forse vi si ritrovavano i marinai greci che arrivano sulla costa.

A ponente invece si trovano la Grotta del Bambino, dove si sono rinvenuti numerosi resti preistorici; la Grotta dei Giganti, dove  furono sono state trovate ossa di grandi mammiferi del paleolitico; infine la Grotta del Drago, al cui centro si trova un enorme scoglio simile alla testa di un drago.

È possibile visitarle con un tour in barca, godendosi le splendide acque cristalline.


A sovrastare tutta la cittadina è il faro di Leuca, che con i suoi 48,6 metri di altezza è il secondo faro più alto d'Italia (dopo la Lanterna di Genova).

Fu attivato per la prima volta il 6 settembre del 1866 e alimentato a olio fino al 1937, anno in cui arrivò l'energia elettrica.


COSA MaNGIARE

A Santa Maria di leuca si può assaggiare le frisa con le alici, un matrimonio tra terra e mare.

La frisa (tarallo di grano duro e orzo) viene "ammollata" con un po’ di acqua, poi guarnita con i pomodorini di Morciano di Leuca, i capperi del Ciolo e le alici scottate in padella con un po' di vino bianco. Questa frisa è una specialità dell'Hotel Terminal.


La pitta di patate è un piatto tipico della rosticceria salentina: si tratta di una sorta di impasto di patate cotto al forno, al cui interno si mettono tradizionalmente verdure, olive nere, pomodori e cipolla.

Numerose sono le varianti: c'è chi aggiunge il tonno, chi il prosciutto, oppure il formaggio o le sardine...


Altro piatto tradizionale del Salento contadino sono le cicureddhe cu le fave nette, ovvero cicorie selvatiche con le fave nette. Si tratta di una purea di fave accompagnata dalle cicorie saltate.

Tipicamente venivano mangiate il lunedì dopo la scampagnata domenicale (durante la quale venivano appunto raccolte le cicorie). Era uno dei tanti cibi poveri oggi sono diventati una risorsa preziosa della cucina locale.


DOVE DORMIRE

Hotel Terminal - Caroli, a Santa Maria di Leuca. Tel. 0833 758242


Albergo del Santuario, a Santa Maria di Leuca. Tel. 0833 758696


B&B Biancaleuca, a Santa Maria di Leuca. Tel. 347 045 7810


Affittacamere Il Santuario, a Santa Maria di Leuca. Tel. 0833 1857083


Albergo Casa del Pellegrino, a Marina di Leuca. Tel. 335 283 594 - 347 941 5433

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus partendo dalla città di Lecce con cambio a Otranto.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“È qui che finisce il viaggio, / dove per un attimo / ti senti a casa tua / e quell'attimo dura / un'eternità”

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