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Tappa

297

Villaggio Limina > Rifugio Boschetto Fiorito

Lunghezza
16.4
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
314
m
-
194
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
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Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Una tappa breve e piacevole, con tanti saliscendi ma priva di strappi, in salita né in discesa.

Si sviluppa interamente tra le faggete ombreggiate.

Note particolari

Si consiglia di fare rifornimento d'acqua all’ottima fonte presente al Villaggio Limina, alla partenza.

Bellezza
periodo
Marzo - Novembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Iniziamo i primi km su asfalto; la strada non è trafficata, tuttavia è bene prestare attenzione (in questo tratto iniziale non siamo ancora protetti dall’ombra dei faggi). Quindi lasciamo la strada per imboccare un sentiero e saliamo (100 m D+ ca.) seguendo il metanodotto. Da qui in poi il percorso è tutto nel bosco; salvo alcuni punti in cui bisogna attraversare la strada, si sviluppa su sentiero. Siamo circondati dai faggi e da alte felci. Raggiungiamo così un’area pic nic, dove possiamo ristorarci e ricaricare l’acqua: siamo a metà della tappa.

Riprendiamo il sentiero, immersi nelle faggete. Negli ultimi km il bosco cambia e ci troviamo circondati dai pini, per poi imboccare una strada sterrata e rientrare in una faggeta che ci conduce al Rifugio Boschetto Fiorito. Prestiamo attenzione e controlliamo la mappa poiché il Rifugio non è indicato con nessun cartello: si trova al di là di una staccionata (generalmente chiusa), aperta la quale proseguiamo sulla sterrata che in pochi tornanti in discesa ci condurrà al delizioso rifugio.


COSA SAPERE

Strumento musicale tipico dell'area della Locride è la lira calabrese, nota anche come lira bizantina.

Strumento usato per la tarantella calabrese, è una variante della cetra ed è composta da tre corde con la tastiera senza capotasto; viene suonata con un archetto. Il corpo della lira è costituito con un blocco unico di legno e l'accordatura è solitamente il  II, V e I grado della scala maggiore.

Viene suonata per accompagnare il ballo o il canto e viene tenuta tra le ginocchia o sulla gamba sinistra. La lira calabrese, come gli altri strumenti ad arco, arrivarono in quest'area durante il medioevo dall'Oriente - anche se precedentemente, nel periodo greco-romano, era già conosciuta: probabilmente nei secoli queste usanze si persero e furono reintrodotte solo successivamente.

Anche in epoca moderna la lira ha subito la stessa sorte: negli anni '70 era ormai in disuso, ma grazie all'intervento della Cooperativa "R.L.S." di Catanzaro e del gruppo musicale Re Niliu furono rintracciati gli ultimi suonatori e costruttori aspromontani, salvando questa tradizione - cresciuta negli ultimi decenni.


COSA VEDERE

Il rifugio Boschetto Fiorito si trova all'interno del comune Antonimina, famoso per le sue acque termali - ribattezzate Acque Sante locresi.

Conosciute fin dall'antichità, sono acque termali, leggermente solfuree, usate per guarire diverse malattie - tra cui, pare, la sterilità femminile. Alla fine del XIX secolo fu costruita l'attuale stazione termale.

Il nome Antonimina si fa risalire alle origini di questo centro abitato: i primi a popolarlo furono dei pastori e il nome del paese in greco antico significa "ovile". Altri ritengono che il nome derivi dal termine greco antònomos, “luogo ricco di fiori”, da cui il nome del rifugio Boschetto Fiorito.

COSA MaNGIARE

La popolarissima 'nduja è ormai divenuta il simbolo culinario della Calabria.

Si tratta di un piatto povero realizzato con le parti grasse del maiale miste al peperoncino calabrese. Insaccato in un budello cieco, è utilizzata per condire numerosi piatti o per essere spalmata sul pane. La versione più rinomata della ‘nduja è sicuramente quella di Spilinga.

Forse non tutti sanno che il termine 'nduja proviene dal periodo di occupazione francese: deriva infatti dalla parola francese andouille, un nome generico con cui si indicano i salumi.


Il caciocavallo di Ciminà è uno di quei prodotti realizzati in aspromonte da tempi immemori.

Alcuni sostengono che il caciocavallo faccia parte di quelle tradizione arrivate durante il periodo della Magna Grecia, e che il suo antenato sia il kashkaval - prodotto ancora oggi nella regione macedone.

Il caciocavallo di Ciminà, realizzato con un mix di latte vaccino e caprino, può essere consumato fresco (solitamente alla griglia) o può venire lasciato stagionare acquisendo sapori più decisi.


DOVE DORMIRE

Rifugio Boschetto Fiorito, sui piani dello Zomaro, nel comune di Antonimina (il rifugio non è sempre aperto, occorre chiamare). Tel. 347 407 1165


COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza NON raggiungibile in bus e in treno.

La località raggiungibile con il bus più vicina è Mammola, partendo dalla città di Reggio Calabria con il treno fino a Marina di Gioiosa Ionica, da cui si prende il bus fino a Mammola.

Qui il LINK per controllare gli orari dei bus.


Qui il LINK per controllare gli orari dei treni.

“Ai nostri piedi si srotola un tappeto rosa: le faggete si popolano di ciclamini preziosi”

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