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Tappa

334

Villasimius > Castiadas

Lunghezza
17
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
707
m
-
566
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
66577863
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

La prima tappa sarda ha media lunghezza e medio dislivello, ma non presenta alcuna difficoltà; dal Monte Minniminni godiamo di un bellissimo panorama su Capo Carbonara.

Note particolari

La tappa rappresenta una variante al Sentiero Italia (che comincia da Castiadas), scelta per partire dalla bella località di mare di Villasimius, con una tappa di riscaldamento, prima di entrare nel vivo dei monti con la tappa successiva.

Tappa da evitare nei mesi centrali estivi per la troppa calura.

La salita al Monte Minniminni prevede l'attraversamento di una proprietà privata, delimitata da una sbarra e da un cartello; sul medesimo, si trova il numero del proprietario, che occorre chiamare onde richiedere il permesso di transito.

Punti acqua assenti.

Bellezza
periodo
Marzo - Novembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Dopo un bagno nel mare cristallino, attraversiamo il paesello di Villasimius e andiamo a prendere una strada sterrata che poco dopo attraversa il fondo di un fiumiciattolo (solitamente secco) e si inoltra verso le pendici dei monti. Dopo un paio di km ritroviamo la strada asfaltata: la prendiamo verso sinistra, quindi ritorniamo sullo sterrato e lentamente iniziamo la salita (650 m D+ ca.) verso il Monte Minniminni.

Incrociata una sbarra rossa che delimita la proprietà privata, chiamiamo il proprietario per richiederne il permesso di transitare (il numero di telefono si trova su un cartello, a sinistra della sbarra); quindi proseguiamo fino a incontrare una sbarra verde sulla sinistra, la oltrepassiamo e continuiamo a salire su larga mulattiera, cosparsa di ciottoli. La pendenza aumenta e proseguiamo per tornanti, tra le piante di ginepro e di lentisco, fino a raggiungere la cima del Minniminni (725 m), purtroppo rovinata dalle antenne; la vista è però emozionante.

Proseguiamo verso destra sulla dorsale, superando una casetta della forestale (utilizzata per l'avvistamento degli incendi, ne troveremo parecchie nelle tappe sarde) e alcune strade sterrate che scendono verso sinistra. Rimaniamo sulla dorsale per sentiero, quindi nei pressi di un largo tornante riprendiamo una larga mulattiera sulla sinistra e iniziamo a scendere (400 m D- ca.) verso Castiadas, entrando presto nel bosco di lecci e sugherelle.

La stradina infine spiana, quindi prendiamo una strada asfaltata verso sinistra, costeggiamo un piccolo laghetto e passiamo sotto alla statale; poco dopo arriviamo alla ex colonia penale di Castiadas.

COSA SAPERE

Castiadas è un comune sparso nato nel 1986.

A seguito della II Guerra Mondiale, molti abitanti arrivarono in questa zona dai centri limitrofi ma non solo: importante fu il contributo degli italo-tunisini rientrati in patria dopo la guerra.

La nascita di una colonia agricola penale permise la bonifica dei terreni paludosi. La colonia, chiusa nel 1959, sorgeva in un luogo così isolato che ai detenuti era permesso vivere in normali case. Oggi la colonia è diventato un museo che racconta la storia di questo territorio.

Castiadas è all'interno di uno dei più grandi parchi della Sardegna (circa 60 mila ettari): il Parco dei Sette Fratelli.

Il parco prende il nome dai sette imponenti pinnacoli granitici che contraddistinguono il profilo del massiccio omonimo, caratterizzati da enormi massi sospesi in equilibrio - posti lì in cima quasi per mano divina. Si tratta di un fenomeno geologico avvenuto nel carbonifero (245 - 280 milioni di anni fa) quando masse di roccia fusa si consolidarono nel sottosuolo e vennero spinte fuori dal movimento tettonico che andò a costituire l'ossatura geologica della Sardegna.

Il massiccio si contraddistingue come un vero e proprio polmone verde, con quasi diecimila ettari di foreste (tra cui vaste distese di corbezzoli) in mezzo alle quali vive una rara specie animale: il cervo sardo, sottospecie del cervo europeo, divenuto razza endemica raggiungendo più di duemila esemplari. Altra rara specie animale presente nella zona è quella dei mufloni, che furono reintrodotti nel 1987 (non è fatto raro incontrarli nei pressi del Monte Genis), mentre il daino vive in apposite zone recintate. Tra gli uccelli si segnala la presenza di ben cinque coppie di aquile reale.

COSA VEDERE

Nei pressi di Villasimius sorgeva l'insediamento fenicio di Cuccureddus.

Fu un importante porto situato nel golfo di Carbonara, popolato fin dal VII secolo a. C. dalle genti fenicie che trovarono nell'estuario del rio Foxi un porto naturale sul quale insediarsi. Fu un luogo di incontro tra navigatori che commerciavano sulle coste italiche e in tutto il Mediterraneo. Le indagine archerologiche sui resti dell'insediamento hanno evidenziato la presenza di un santuario dedicato alla dea fenicia Astarte: se ne è dedotto fosse un luogo in cui si svolgeva la prostituzione sacra - visto anche il ritrovamenti di numerosi unguenti profumato e un doccione dalla forma fallica. Oltre al santuario, le indagini archeologiche, iniziate nel 1983 ad opera di Piero Bartolini e di Luisa Anna Marras, hanno portato alla luce abitazioni private e numerosi magazzini.

L'insediamento subì una pesante aggressione da parte dei Cartaginesi nel VI secolo a.C. e fu abbandonata. Paradossalmente, la distruzione di Is Cuccureddus ha contribuito a preservare i resti dell'insediamento: il fuoco ha infatti cotto gli edifici in argilla cruda pressata, consegnandola ai giorni nostri.

Sempre verso Villasimius, nei pressi della spiaggia Is Traias, è presente la necropoli di Accu Is Traias. Numerosi sono gli oggetti di culto e i corredi funerari rinvenuti nelle trenta tombe portate alla luce, tra cui diverse completamente intatte. La necropoli fu utilizzata dal I al IV secolo d.C. con differenti forme di sepoltura: fosse, urne e gli enchytrismos - i corpi venivano inumati in delle anfore.

COSA MaNGIARE

Tipica focaccia locale è sa costedda, una focaccia morbida e fragrante a base di pomodori freschi o di cipolle, che rappresenta un unicum in tutta la regione.

L'impasto della focaccia si ottiene mescolando la farina alla polpa de tamata, ovvero alla polpa di pomodori (lo stesso procedimento può essere ottenuto con la cipolla). Non viene utilizzata acqua. Chiamata anche costedda cun tamata (pane al pomodoro), ne sono sconosciute le origini: probabilmente è una ricetta diffusasi a inizio Novecento.

Numerosi sono gli apicoltori presenti in zona, specializzati in mieli particolari tra cui quelli di agrumi, di carrubo, di corbezzolo e di eucalipto.

Quest'ultimo è presente in grande quantità: venne piantato dai carcerati per risucchiare l'acqua dai terreni ed essere utilizzato come frangivento.

DOVE DORMIRE

Casa per ferie Villaggio Carovana, a 2.5 km dall'ex carcere di Castiadas, direzione nord-est. Tel. 329 354 6375

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.

Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Cagliari.

Qui il LINK per controllare gli orari.

Punto di partenza NON raggiungibile in treno.

“In cima al Minniminni, in una casetta d'osservazione per gli incendi, incontriamo il signor Mario, agente della Forestale. Ci parla del leccio sardo, dell'olio di lentisco, di quando (prima dell’avvento del cellulare) leggeva i fumetti di Tex per ingannare il tempo nel suo "ufficio" in mezzo al nulla”

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