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Tappa

30

Arabba > Rifugio Puez

Lunghezza
17,9
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
1883
m
-
1010
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
52704297
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Questa tappa è stata documentata grazie al contributo di Gabriele Buzzatti.


Tappa di buona lunghezza e dal dislivello importante, da non sottovalutare, che ci porta dapprima al cospetto del gruppo del Sella, quindi ai piedi del Sassongher (2.665 m) e infine del Piz Puez (2.913 m).

Entriamo definitivamente in una nuova regione: il Trentino Alto Adige.


Note particolari

La salita al Rifugio Kostner, pur priva di difficoltà, è molto lunga: bene affrontarla di primo mattino, con calma. Nell’ultimo tratto, un piccolo pezzo è attrezzato con un cavo, di semplice precauzione.

Nel tratto di bosco che precede l’arrivo a Colfosco, il sentiero è leggermente smottato e occorre un po’ di prudenza.

Punti d’acqua assenti da Colfosco al Rifugio Puez.


Bellezza
periodo
Marzo - Novembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Lasciamo il centro di Arabba e cominciamo subito la lunga salita verso il Rifugio Kostner (900 m D+ circa) prendendo la carrozzabile che sale graduale. Presso il Rifugio Plan Boè un pianoro ci consente di rifiatare fino al Plan Boè (che ospita un laghetto artificiale), quindi attacchiamo il deciso sentiero verso le torri rocciose dei Bec de Roces. Giunti alla spalla che li domina dall’alto, possiamo allungare e visitarli da vicino; tornati sui nostri passi riprendiamo a salire su buon sentiero invertendo la direzione, addentrandoci lentamente nel gruppo del Sella. Dopo un ultimo strappo (alcuni passaggi sono attrezzati, per precauzione) siamo nell’anfiteatro dei Sas dles Nu e Sas dles Diesc, che ospita il Rifugio Franz Kostner.

Iniziamo la comoda discesa (900 m D- circa) su buon sentiero; molti i turisti, giunti con la funivia. Superata l’Utia Lago Boè (nei pressi di un piccolo laghetto) proseguiamo costeggiando le piste da sci fino a località Crep de Munt, da cui prendiamo il sentiero sulla sinistra, che va addentrandosi nel bosco (con qualche saliscendi) fino a inserirsi in una carrozzabile; la prendiamo verso sinistra e in breve, dopo un ultimo tratto di sentiero, giungiamo a Colfosco.

Dopo il borgo ci aspetta l’ultima salita del giorno (650 m D+ circa). Risaliamo la strada asfaltata fino all’attacco dell’ovovia per il Col Pradat, quindi passiamo su larga carrozzabile. Poco dopo passiamo su sentiero, che sale deciso ma costante tra tornanti - alla nostra destra svetta maestoso il Sassongher (2.665 m). Superato in piano il grande svaso glaciale del Lech de Ciampei, tenendoci sul lato occidentale del vallone attacchiamo l’ultimo strappo.

Dalla Forcella de Ciampei (2.366 m) seguiamo il percorso dell’Alta Via 2, prendendo verso destra. Il paesaggio si apre sulla stupenda Valle del Langental (sembra lo Yosemite Park!) e con un panoramico tratto pianeggiante ci portiamo al Rifugio Puez (2.475 m).

COSA SAPERE

All’interno del Parco naturale Puez-Odle i boschi sono prevalentemente costituiti da larici e pini cembri. Il pino cembro è un arbusto originario della Siberia che, durante il periodo delle glaciazioni, ha “migrato” fino a stabilirsi anche sulle Dolomiti. Il suo lungo viaggio è avvenuto grazie alla gazza nocciolata che, ghiotta del grosso seme, lo ha diffuso nelle montagne italiane.

COSA VEDERE

Per chi volesse e avesse gamba, da Plan Boè c’è la possibilità di allungare verso i Bec de Roces, gli spettacolari camini adagiati sotto la parete est del Sella: il sentiero vi passa alla base ed è molto suggestivo, con la Marmolada, il Pelmo e il Civetta sullo sfondo.


Per chi avesse non solo gamba, ma anche padronanza tecnica (l’ultima parte di tracciato tira parecchio e presenta passaggi leggermente esposti), dal Rifugio Puez è consigliatissima la salita al Piz Puez (2.913 m), che richiede un’ora, con le luci del tramonto: lo spettacolo è assicurato, con un panorama a 360° che si estende dalle Odle a tutto il gruppo del Sella.


COSA MaNGIARE

Gli spätzle sono un classico piatto dell’Alto Adige diffuso in tutta l’area germanofona delle Alpi. Sono dei piccoli gnocchetti fatti con farina, acqua e uovo che si possono trovare sotto forme differenti. Vengono spesso usati accanto ai piatti di carne più sugosi, ma in Italia è molto comune trovarli serviti come una pasta. Buonissimi gli spätzle di spinaci serviti con burro e speck o con il gorgonzola.


I crauti, crauc in ladino, sono un piatto classico della cucina Trentina e mitteleuropea (nonostante siano arrivati in Europa con le migrazioni mongoliche, nell’Alto Medioevo).

Si ottengono lasciando il cavolo cappuccio a marinare sotto sale.

Il sapore acidulo dei crauti li rende perfetti per accompagnare le carni grasse.


DOVE DORMIRE

Rifugio Puez, all’estremità orientale della valle del Langental. Tel. 0471 795365


COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Belluno.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Sospesi sulla Valle del Langental, al tramonto si leva un vento gelido mentre le nuvole si tingono di fuoco”

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ISTRUZIONI ALL'USO

IL PERCORSO

Tutte le tappe qui descritte sono state percorse dalla spedizione Va’ Sentiero.

Pur seguendo il Sentiero Italia come via maestra alle volte abbiamo optato per delle deviazioni di piacere o per necessità, in base ai consigli degli abitanti del luogo e alla percorribilità dei sentieri al momento del nostro passaggio. In tutti i casi, abbiamo indicato e motivato le deviazioni nelle schede delle tappe interessate.

Chiaramente, la percorribilità dei sentieri di montagna può subire modifiche (anche improvvise) in base alle condizioni atmosferiche e a eventi straordinari quali frane, cadute di alberi, incuria; ogni escursionista deve perciò sempre usare il buon senso e, qualora le tracce GPS qui fornite lo conducessero su tracciati chiaramente inagibili o in situazioni di potenziale pericolo, tornare sui propri passi.


SPUNTI CULTURALI

Le informazioni culturali ed enogastronomiche inserite nelle schede tappe non riguardano soltanto i luoghi effettivamente toccati dal Sentiero Italia, ma anche le aree circostanti, nell’ottica di chi percorre solo una tratta e vuole spendere del tempo nella tappa di arrivo, esplorando quello che il territorio ha da offrire.


SUDDIVISIONE DELLE TAPPE

Il criterio applicato per organizzare le tappe è quello di un escursionista di buona gamba. 

Alcune tappe possono risultare oltremodo faticose e/o lunghe per i meno allenati: nelle schede di pertinenza abbiamo sempre specificato laddove è possibile spezzare le tappe più impegnative. 


RICORDA!

Il Sentiero Italia è un’alta via, non un semplice cammino: richiede pertanto la giusta preparazione ed esperienza.

Per la propria sicurezza, è sempre consigliabile andare in montagna in compagnia (e poi "la felicità è tale solo se condivisa", soprattutto lassù); in ogni caso, è bene lasciare sempre detto ai familiari dove saremo, tappa per tappa.

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Trovi i nostri consigli sull’equipaggiamento a questo link.

Trovi un video sull’abbigliamento consigliato a questo link.