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Tappa

31

Rifugio Puez > Rifugio Juac

Lunghezza
16,9
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
935
m
-
1512
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
52704393
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa di media lunghezza, con un discreto dislivello positivo (che aumenta nel caso di salita al Piz Duleda, consigliatissima) e una lunga, dolce discesa finale.

Gli highlights del giorno sono il panorama dal Piz Duleda (2.909 m) e il meraviglioso gruppo delle Odle. Alla sera ci godiamo il tramonto che tinge di rosa l’enorme mole del Sassolungo (3.181 m).

Note particolari

La tappa è una variante al Sentiero Italia (che dal Puez scende direttamente a Selva di Val Gardena), qui preferita per la bellezza del gruppo delle Odle e il panorama offerto dal Rifugio Juac.

La salita al Piz Duleda è facile e appagante. L’ultimo tratto, in prossimità della cima, è tuttavia esposto e richiede prudenza.


Bellezza
periodo
Marzo - Novembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Lasciamo il Rifugio Puez e procediamo verso ovest in comodo traverso; quindi prendiamo sulla destra la traccia a salire (300 m D+ circa) verso la Furcela Nives. Giunti al valico (se abbiamo buon fiato) lasciamo gli zaini e, su buona traccia, ci dirigiamo leggeri verso il Piz Duleda (2.909 m, 200 m D+ circa), impareggiabile balconata sulle cime aguzze delle Odle.

Tornati alla forcella, procediamo sull’ampia dorsale perdendo progressivamente quota (200 m D- circa) verso la Forcella de Sieles - nell’ultimo tratto, camminando tra gendarmi di pietra, troviamo un breve pezzo attrezzato, molto facile. Dal valico scendiamo (350 m D- circa) nel vallone sottostante, quindi teniamo la destra per portarci con breve risalita (100 m D+ circa) tra i pratoni ai piedi delle pale delle Odle.

Camminiamo verso ovest in dolce saliscendi, passando per la Malga di Pieralongia (situata ai piedi di due curiosi speroni di roccia divergenti che sembrano una sella per cavalli); quindi, con un’ultima facile salita (200 m D+ circa), raggiungiamo la sommità collinare del Seceda (2.518 m), spettacolare punto di osservazione sulle Odle - uno dei più famosi di tutte le Dolomiti.

Affrontiamo infine l’ultima, facile discesa (500 m D+ circa), tutta su comodi sentieri tra i prati, fino al RIfugio Juac, posto in una posizione impareggiabile: davanti a noi troneggiano il castello di pietra del Sella e, accanto, il massiccio del Sassolungo - Sasso Piatto.

COSA SAPERE

Il celebre alpinista Reinhold Messner è cresciuto a Funes, ai piedi delle Odle - sul versante settentrionale. Eroe dell’arrampicata libera (contrapposta alla progressione artificiale che andava per la maggiore negli anni Sessanta e Settanta), nel 1968 fu il primo ad aprire una via di VIII grado in libera.

Impostosi sulla scena alpina come abilissimo rocciatore, il suo nome è però legato indissolubilmente all’Himalaya: tra il 1971 (anno in cui scalò il Nanga Parbat, durante la cui  discesa perse il fratello Günther) e il 1986, egli fu il primo uomo a scalare tutti e quattordici Ottomila del pianeta, in stile alpino - senza cioè fare uso di ossigeno, portatori e corde fisse. Il suo exploit più celebre fu la scalata dell’Everest (8.848 m, la vetta più alta del mondo) in solitaria e senza bombole, impresa ritenuta ai limiti della pazzia.

Grande comunicatore, sempre capace di far parlare di sé, Messner (come Bonatti prima di lui) non fu solo alpinista, ma anche esploratore estremo: nel 1989 attraversò l’Antartide con gli sci e delle vele spinte dal vento. Successivamente militò nel partito dei Verdi. Oggi si dedica all'agricoltura e alla gestione del Messner Mountain Museum, un complesso museale (dislocato in più sedi nell’Alto Adige) dedicato a tutti gli aspetti della montagna.

Nella sua carriera Messner ha effettuato oltre cento spedizioni e 3.500 scalate.


La Val Gardena è una delle più rinomate in tutte le Dolomiti ed è meta di turismo estivo e invernale: è stata una delle tappe della Coppa del Mondo di Sci nel 2019 - celebre sin dagli anni ‘70 la sua insidiosa pista Saslong.

La valle, di lingua e cultura Ladina, è molto famosa per l’intaglio del legno (in particolare quello del pino cembro). Se un tempo l’attività era poco più che un passatempo di chi viveva in montagna, già nel XVII secolo la scultura lignea divenne una fonte di reddito importante per il territorio. Gli artigiani locali, in particolare, si specializzarono nelle raffigurazioni sacre. Oggi, con l’avvento del turismo, l’artigianato continua l’antica tradizione.

In questa valle, nel 1892, nacque l’attore e regista Luis Trenker che arrivò al successo mondiale con la regia del western “‘L’imperatore della California”. Figlio di una famiglia di artisti (pittori e scultori), iniziò la sua carriera da attore quasi per caso, facendo da supporto ad una troupe come guida alpina: il protagonista della pellicola non sapeva arrampicare e così chiesero a Trenker di sostituirlo.

COSA VEDERE

La Fiera della Scultura Unika (che si svolge ormai da 26 anni) è un'occasione per lasciarsi stupire dai manufatti degli artisti della Val Gardena. L’antica tradizione dell’intaglio del legno trova il modo di continuare a dialogare con l’arte contemporanea. Per maggiori info, programma e biglietti, si veda il seguente LINK.


Ad Ortisei è possibile ammirare numerose sculture in legno realizzate da artisti gardenesi all’interno della chiesa di Sant’Ulrico e dell’Epifania del Signore.

COSA MaNGIARE

I crafons de pavé sono il dolce tipico della Val Gardena. Molto simili ai famosi krapfen, si differenziano per il ripieno che prevede, oltre a miele e cannella, i semi di papavero.


La manifestazione più rilevante legata allo Speck Alto Adige IGP è lo "Speckfest Alto Adige", ovvero la tradizionale festa che ha luogo ogni anno in autunno a Santa Maddalena in val di Funes, ai piedi delle Odle.

DOVE DORMIRE

Rifugio Juac, all’Alpe di Juac. Tel. 335 808 2321

Rifugio Firenze, a circa un’ora di cammino dal Juac in direzione nord-est. Tel. 0471 796307

COME ARRIVARE

Punto di partenza NON raggiungibile in macchina.

La località raggiungibile in macchina più vicina è Colfosco.


Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

La località raggiungibile con il bus più vicina è Colfosco, partendo dalla città di Bolzano con cambio a Calalzo e a Selva di Val Gardena.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Da Pic Seceda ammiriamo il profilo severo delle Odle: una delle visuali più fotografate delle Dolomiti”

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ISTRUZIONI ALL'USO

IL PERCORSO

Tutte le tappe qui descritte sono state percorse dalla spedizione Va’ Sentiero.

Pur seguendo il Sentiero Italia come via maestra alle volte abbiamo optato per delle deviazioni di piacere o per necessità, in base ai consigli degli abitanti del luogo e alla percorribilità dei sentieri al momento del nostro passaggio. In tutti i casi, abbiamo indicato e motivato le deviazioni nelle schede delle tappe interessate.

Chiaramente, la percorribilità dei sentieri di montagna può subire modifiche (anche improvvise) in base alle condizioni atmosferiche e a eventi straordinari quali frane, cadute di alberi, incuria; ogni escursionista deve perciò sempre usare il buon senso e, qualora le tracce GPS qui fornite lo conducessero su tracciati chiaramente inagibili o in situazioni di potenziale pericolo, tornare sui propri passi.


SPUNTI CULTURALI

Le informazioni culturali ed enogastronomiche inserite nelle schede tappe non riguardano soltanto i luoghi effettivamente toccati dal Sentiero Italia, ma anche le aree circostanti, nell’ottica di chi percorre solo una tratta e vuole spendere del tempo nella tappa di arrivo, esplorando quello che il territorio ha da offrire.


SUDDIVISIONE DELLE TAPPE

Il criterio applicato per organizzare le tappe è quello di un escursionista di buona gamba. 

Alcune tappe possono risultare oltremodo faticose e/o lunghe per i meno allenati: nelle schede di pertinenza abbiamo sempre specificato laddove è possibile spezzare le tappe più impegnative. 


RICORDA!

Il Sentiero Italia è un’alta via, non un semplice cammino: richiede pertanto la giusta preparazione ed esperienza.

Per la propria sicurezza, è sempre consigliabile andare in montagna in compagnia (e poi "la felicità è tale solo se condivisa", soprattutto lassù); in ogni caso, è bene lasciare sempre detto ai familiari dove saremo, tappa per tappa.

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Trovi i nostri consigli sull’equipaggiamento a questo link.

Trovi un video sull’abbigliamento consigliato a questo link.