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Tappa

225

Ruvo di Puglia > Quasano

Lunghezza
16.7
Km
Difficoltà*
T
Dislivello*
+
66
m
-
39
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

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54968115
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Una tappa di media lunghezza e molto facile: una piacevole passeggiata.

Siamo nel cuore delle Murge e per quasi la totalità della tappa percorriamo la carrozzabile sopra l'acquedotto pugliese, tra gli jazzi (recinti per le pecore), gli ulivi e i mandorli. Incontriamo una grande cava semiabbandonata di marmo perlato.

Note particolari

Segnaletica assente: bene monitorare la traccia GPS (è comunque facile seguire il tracciato, che ricalca l'acquedotto).

Tutta la tappa si sviluppa sulla proprietà privata dell'acquedotto; in alcuni tratti sono presenti dei cancelli aperti o facilmente aggirabili.

Punti acqua assenti.

Bellezza
periodo
Tutto l'anno
PERCORRIBILITà
INTERESSE
Paesaggistico
RAGGIUNGIBILITà
Paesaggistico
PERCORSO

Lasciamo località Scoparella muovendoci in leggera salita nel bosco, lungo l'Acquedotto Pugliese. Dopo aver costeggiato alcune case coloniche abbandonate, attraversiamo una strada asfaltata e ci immettiamo nuovamente sull'Acquedotto.

Proseguiamo nel bosco fino a passare in mezzo a una vecchia cava di marmo perlato, usciti dalla quale passiamo su strada asfaltata (procedendo sempre verso sud-est); dopo alcuni km torniamo a calcare l'acquedotto, spesso circondati dagli jazzi (i vecchi recinti a secco per le pecore).

Procediamo nella stessa direzione per diversi km, alternando campi incolti a tratti di boscaglia, sempre in piano, fino a giungere all'abitato di Quasano.


COSA SAPERE

Quasano è attraversata dall'Acquedotto Pugliese, l'opera ingegneristica più importante della Puglia e forse di tutto il Sud-Italia.

La sua rete idrica è lunga più di 20.000 km e serve 4 milioni di persone; dall'arteria principale, che va da Caposele (in provincia da Avellino) a Santa Maria di Leuca, ci sono ben 27 diramazioni. I lavori di costruzione iniziarono nel 1906 grazie alla spinta del politico Antonio Jatta, che voleva mettere fine al millenario problema regionale di scarsità idrica (citato già da Orazio!), dovuto, in particolare, alla conformazione carsica che non permette la presenza di grandi fiumi in superficie.

Negli anni tanti furono i tronchi aggiunti all'acquedotto centrale: in particolare, durante il fascismo fu aggiunto il tratto denominato Grande Sifone Leccese che porta l'acqua sino a Santa Maria di Leuca, dove conclude il cammino con una monumentale cascata (voluta da Mussolini in persona).

Il suo percorso si dirama nella regione come una grande autostrada verde, oggi percorribile a piede e in bici.


Il fenomeno del carsismo che investe tutta la Puglia è particolarmente visibile nell'Alta Murgia. Numerose sono le formazioni che caratterizzano l’area: oltre le numerose grotte, sono presenti i campi carreggiati o campi solcati - si tratta di distese di grandi pietre che sembrano formare finanche una grande strada opera dell’uomo, improvvisa, in mezzo alla campagna: in realtà questi affioramenti rocciosi avvengono per i fori di dissoluzione che lasciano penetrare l'acqua e il fango e fanno emergere la nuda roccia.


COSA VEDERE

Lungo la campagna dell'Alta Murgia è facile imbattersi nel trullo pagliaio o trullo caseddone, che si differenzia dal normale trullo per la sua forma a tronco di cono, tipicamente sovrastata da un lastrone di pietra.

Intorno al cono sale una scaletta, formata dalle chiancarelle (lastre di pietra calcarea con cui si costruisce il tetto) sporgenti, che serviva al contadino per salire e stipare la paglia dall'alto.


Nella vicina Altamura si può ammirare uno dei più straordinari ritrovamente archeologici della preistoria italiana: l'Uomo di Altamura.

Si tratta dello scheletro, straordinariamente ben conservato, di un Homo Neanderthalensis che circa 100/200 mila anni fa cadde nella grotta di Lamalunga e lì rimase fino al ritrovamento del 7 ottobre 1993, avvenuto da parte di alcuni componenti del CAI di Bari.

Lo scheletro, parzialmente inglobato nella formazione calcarea, è oggi conservato all'interno del Museo Nazionale di Altamura.

Per maggiori dettagli su orari e biglietti, si veda il seguente LINK.

COSA MaNGIARE

A Quasano, frazione di Toritto, si coltiva la famosa mandorla di Toritto, rinomata per il gusto eccezionale - viene considerata una delle migliori al mondo e fa parte dei presidi Slow Food.

A Toritto si sono sviluppate diverse cultivar, cioè varietà di piante, che prendono il nome da antiche famiglie del paese: Antonio Devito, Genco, Filippo Cea (quest'ultima è la varietà più rinomata). Oltre che dalle note aromatiche e dal sapore eccellente, la mandorla di Toritto è contraddistinta dalle notevoli caratteristiche nutrizionali.


Patrimonio di tutto il territorio dell'Alta Murgia è il pane di Altamura, cantato già da Orazio. Ha ricevuto la DOP (Denominazione d'Origine Protetta) nel 2005, primo prodotto della panificazione a ricevere questa certificazione in Europa.

Il pane di Altamura è il simbolo della cultura contadina dell'Alta Murgia. La sua preparazione era un rito che univa il paese attorno al forno pubblico: prevalentemente impastato dalle donne nelle case, veniva poi fatto cuocere nei forni pubblici; prima di infornare le pagnotte, il fornaio le marchiava con le iniziali del proprietario, perchè non si confondessero. All’alba si udiva poi il suo grido che comunicava l’avvenuta cottura.

Il pane era l'indispensabile sostentamento della vita agropastorale (il pranzo spesso consisteva in una zuppa di pane insaporita con olio e sale) ed era perciò necessario che durasse a lungo, visti i periodi che contadini e pastori trascorrevano lontano da casa: non a caso, il pane di Altamura si contraddistingue ancora oggi per la sua durevolezza.


DOVE DORMIRE

B&B La Pineta, a Quasano. Tel. 349 402 5275


COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

La località raggiungibile con il bus più vicina è Corato, partendo dalla cittadina di Trani.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Solo i trattori, col loro lento incedere, perturbano la linea dell’orizzonte”

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Scritto da Yuri e corredato dalle foto di Sara e dalle mappe di Montura, è insieme un racconto e un atlante sparso e ispirazionale delle Terre Alte, tratto dall'esperienza in spedizione: una miscellanea di aneddoti, sapori, incontri e sensazioni... un motivo in più per fare lo zaino!

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