Text Link

Tappa

266

Fortino > Rivello

Lunghezza
22.2
Km
Difficoltà*
EE
Dislivello*
+
774
m
-
1089
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
65835924
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa di buona lunghezza, con una salita iniziale che prelude a una bellissima vista panoramica sul paese di Rivello.

Dopo una prima parte in Campania, entriamo in una nuova regione: la Basilicata.

Note particolari

La prima parte della tappa è composta da una salita lunga, pur priva di particolari strappi; bene affrontarla senza fretta.

Bellezza
periodo
Maggio - Ottobre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Lasciato Fortino, seguiamo per poco la strada asfaltata, quindi pieghiamo a destra e imbocchiamo una sterrata, su cui affrontiamo una prima, lunga salita 300 m D+ ca.) all'interno di un bosco che ci allieta con la sua ombra (facile incontrare qualche mucca al pascolo. Il percorso è ben tracciato, ci sono alcuni cancelli dei pastori da superare.

Continuiamo a prendere quota tra gli alberi per poi sbucare in cima al passo (siamo a poco più di 1.000 m di altitudine), dal quale si ha una vista molto bella sul paese di Rivello e i monti alle sue spalle.

Riempiti gli occhi e ripreso fiato, scendiamo quindi abbastanza ripidamente (400 m D- ca.) fino a raggiungere e attraversare il piccolo paese di Rotale, molto carino. Proseguiamo ancora un poco in leggera discesa fino ad affacciarci su una strada regionale, che seguiamo a destra per poche centinaia di metri, quindi svoltiamo a sinistra in una stradina (che diventa presto sterrata) e riprendiamo a salire (200 m D+ ca.) nel bosco; raggiunta la località Puglio, scendiamo agevolmente (300 m D- ca.) e raggiungiamo la statale, godendoci la vista sul paese di Rivello, arroccato davanti a noi, dal lato opposto della valle. Attraversata la strada, affrontiamo una nuova discesa (150 m D- ca.), breve ma intensa, al fiume Noce, dove possiamo rinfrescarci in vista dell'ultima salita (100 m D+  ca.) sugli scalini che ci conducono nel cuore del bellissimo paese, fatto di vicoli stretti e case tradizionali.

COSA SAPERE

Il borgo di Rivello si estende sopra un piccolo crinale composto da tre colline, in un labirintico intreccio di stradine, scalinate e piccole piazze.

Costruita sulla città lucana di Sirinos, deve il suo nome all'antica città di Velia: Rivello sta infatti per Re-Velia (sullo stemma della cittadina campeggia la scritta latina (Iterum Velia Rennovata Rivellum). A fondarla furono i Longobardi e Bizantini che fuggivano dalle invasioni saracene. L’insediamento diede vita ad una strana convivenza tra i due popoli, che vivevano vicini ma separati: ognuno aveva la propria chiesa (quella di San Nicola per i Longobardi e quella di Santa Maria del Poggio, di rito greco, per i Bizantini) e la propria fontana.


Nel borgo di  Rivello, nel mese d'agosto, il comune organizza il festival musicale Polifonié. I concerti si svolgono nelle location più suggestive del paese, ad esempio vicino al convento di Sant'Antonio Abate.


COSA VEDERE

Monumento simbolo di Rivello è il convento di Sant'Antonio da Padova.

Costruito nel 1515, fu un importante centro di cultura per la zona grazie anche alla ricca biblioteca. E’ situato nella parte bassa del paese ed è caratterizzato dal chiostro quadrangolare, dalle numerose tele cinquecentesche e dagli affreschi. In particolare, tra questi ultimi spiccano quelli attribuiti a Giovanni Todisco da Abriola (XVI secolo), tra cui la maestosa Ultima Cena presente nel refettorio (1559).

Il convento fu chiuso e soppresso durante il periodo delle leggi napoleoniche, ma rimase abitato dai frati fino al 1889. Oggi, al piano superiore, è presente la mostra archeologica "Noce e Lao tra greci e indigeni", in cui viene testimoniato il rapporto tra gli abitanti delle aree interne e le città della Magna Grecia.


Nel borgo sono presenti altre due importanti chiese: la Chiesa Madre di San Nicola e la Chiesa di Santa Maria del Poggio.

La prima nasce sulle rovine di un antico castello e ha alla base la cripta di San Nicola; l'ingresso è impreziosito dalla scalinata settecentesca. Sul versante opposto del borgo sorge la seconda, di epoca settecentesca, posta a strapiombo proprio sulla sommità di un poggio - posizione che la rende simile ad una fortezza. Edificata dai Bizantini, era la chiesa dove si celebrava il rito greco. L'interno, rimaneggiato nel Settecento, è decorato in stile barocco - spicca l'organo in stile roccocò napoletano.


COSA MaNGIARE

Tra i vicoli del borgo c’è il piccolo spaccio alimentari di Clementina dove si possono mangiare i tipici taralli lucani (a forma di otto) da accompagnare alla lucanica - nome con cui già i Romani si riferivano alla salsiccia, proprio in riferimento alla Lucania. Sempre presente è Meneghina, simpaticissima e vigorosa, sempre pronta ad allietare i momenti con il suo organetto.


Tipiche del periodo natalizio sono le zeppole cresciute, preparate con un impasto di farina e acqua che viene fatto lievitare e poi fritto. Vengono guarnite con zucchero e miele.


Le laghenelle sono il formato di pasta tipico e vengono tradizionalmente cucinate con i fagioli saltati con aglio e olio. La ricetta è chiamata laghene e fasule sfritte.


DOVE DORMIRE

B&B Lo straniero, a Rivello. Tel. 0973 428076

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza NON raggiungibile in bus.

La località raggiungibile con il bus più vicina è Lagonegro con cambio a Maratea, partendo dalla città di Sapri.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Menghina è un monumento del paese. A notte tarda la ritroviamo ancora sveglia col fido organetto: facciamo l’alba cantando insieme a lei”

Sostieni il progetto

Contribuisci alla crescita del progetto!

Anche il più complicato dei sogni, un sogno lungo più di 7.000 chilometri, si può realizzare, insieme: la nostra spedizione sul Sentiero Italia ne è stata la prova!

Va’ Sentiero è un progetto nato dal basso e cresciuto grazie al contributo spontaneo di migliaia di persone che hanno creduto in noi.

Ora, che abbiamo concluso la nostra prima spedizione e dimostrato la nostra credibilità, vogliamo continuare a perseguire il nostro ideale, promuovendo la montagna come laboratorio di innovazione e tutela ambientale.

Come?
Facendo ciò che ci viene meglio: camminare, scoprire, raccontare, creare connessioni, ispirare.

Aiutaci a far crescere il progetto, diventane parte!

SOSTIENI VA' SENTIERO