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Tappa

194

Santo Stefano di Sessanio > Ofena

Lunghezza
19.2
Km
Difficoltà*
E
Dislivello*
+
278
m
-
1009
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

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54945896
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Tappa quasi esclusivamente in discesa, di relax, nonostante la lunghezza; il paesaggio si fa via via più mediterraneo mentre tocchiamo borghi tipici come Castelvecchio Cavisio.

Note particolari

Da Castelvecchio Calvisio in poi, la segnaletica è del tutto mancante: bene tenere d'occhio la traccia GPS.

Unici punti d'acqua a Castelvecchio Calvisio e pochi km prima di Ofena.

Bellezza
periodo
Marzo - Novembre
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Lasciamo Santo Stefano di Sessanio e, dopo aver costeggiato il cimitero, pieghiamo a destra sulla stradina asfaltata che scende (200 m D- circa) con lungo giro al vallone sottostante; dopo un paio di tornanti, passiamo su largo sentiero e percorriamo in piano il largo fondovalle, ammirando in alto a sinistra Rocca Calascio.

Dopo alcuni chilometri giungiamo a Castelvecchio Calvisio; il bellissimo centro è in buona parte inagibile a causa del terremoto del 2009. Dal paesino seguiamo per alcuni tornanti la strada asfaltata, quindi prendiamo uno stretto sentiero e iniziamo una lenta discesa (300 m D- circa), passando presto su carrareccia e giungendo infine su strada asfaltata; giriamo a sinistra e saliamo appena a una sella, quindi prendiamo il sentierino sulla destra che traversa in saliscendi l'ampia conca coltivata.

Dopo aver tagliato alcuni tornanti di una strada asfaltata, saliamo facilmente a una nuova sella, da cui pieghiamo verso nord e scendiamo lentamente (100 m D- circa) su traccia a tratti sdrucciolevole, fino a immetterci nella strada asfaltata che ci porta a Ofena.


COSA SAPERE

La conca di Ofena è conosciuta anche come Fornetto d'Abruzzo: grazie all'esposizione a Sud e all'altezza non elevata, le sue temperature sono più miti rispetto a quelle delle vallate interne. La differenza paesaggistica si nota a colpo d'occhio, soprattutto per la presenza di uliveti e vigneti.  


La transumanza (la migrazione stagionale del bestiame) ha segnato profondamente quest'area: la maggior parte delle famiglie che vi abitavano era dedita alla pastorizia. Qui vicino passava il regio tratturo Aquila-Foggia, una vera e propria autostrada per le greggi di pecore e i pastori.

I borghi erano popolati prevalentemente da donne: solo durante il periodo estivo, quando i greggi erano libere di pascolare nell'enorme Campo Imperatore, ai pastori era permesso tornare in paese - per tre giorni ogni due settimane. Da maggio a settembre tutti i maschi (dall'età di otto anni) partivano per la transumanza verso Foggia.

Tutto questo ha avuto dei profondi risvolti culturali e ha lasciato tracce anche nella lingua locale: si sono sviluppati due dialetti, uno femminile, molto più chiuso e vicino all’originale, e uno maschile, contaminato dai viaggi, in particolare quelli verso la Puglia; tuttora ci sono parole e frasi diverse nella loro versione femminile o maschile.


Ofena si trova a monte della Valle del Tirino. E’ nata dall’antica città di Aufinum, fondata in epoca preromana dai Vestini.

Nell'area archeologica è stata trovata la statua del guerriero di Capestrano, divenuta uno dei simboli del Parco Nazionale del Gran Sasso. La statua, alta più di due metri e caratterizzata da un grande cappello a falda larga, è stata ritrovata da un contadino nel 1934. Probabilmente è la statua funebre di un personaggio regale, rappresentato con armatura e  armi. Oggi è conservata nel Museo Archeologico di Chieti.

COSA VEDERE

Poco distante da Ofena, costituita da un castello e da un borgo medievale situati su un crinale a 1.460 m, c’è Rocca Calascio, divenuta famosa anche grazie al cinema.

La sua posizione favorevole ha consentito nei secoli il controllo del territorio e dei tratturi sul versante meridionale del Gran Sasso. Faceva parte di un antico sistema di torri e castelli che metteva in comunicazione, attraverso fuoco e fumo, le montagne del Centro-Italia ela costa dell'Adriatico.

Grazie alla presenza vigile della Rocca, i borghi di Santo Stefano di Sessanio, Castel del Monte e Castelvecchio Calvisio hanno potuto rimanere privi di protezione militare.


Ad ovest di Ofena, nel borgo di Bominaco, sono presenti la chiesa di Santa Maria Assunta (1184) e l'Oratorio di San Pellegrino, costruito su una cappella votiva dedicata a San Pellegrino, voluta da Carlo Magno alla fine del Settecento.

L'oratorio rappresenta un unicum nel suo genere per la conservazione degli affreschi che ricoprono interamente l'interno a navata. I colori alle pareti abbagliano per la loro lucentezza, grazie anche al recente restauro. Tra gli affreschi, datati 1263, spicca il cosiddetto Calendario Bomiacense, che stupisce per la sua modernità. Nel 1996 l'oratorio è stato candidato ad entrare a far parte dei Patrimoni dell'Umanità protetti dall'Unesco.

COSA MaNGIARE

La vicina conca di Navelli è una delle aree di coltivazione dello zafferano più grandi d'Italia: da qui che sono partite le semenze che oggi permettono la coltivazione della preziosa spezia in altre zone d'Italia.

In autunno, dal bellissimo borgo si possono ammirare le campagne colorate di viola - soprattutto alla mattina presto, poichè la raccolta manuale dello zafferano si fa prima che il fiore si apra, in tarda mattinata. La produzione della spezia è stata fonte di reddito degli abitanti di Navelli fin dal Medioevo, quando fu introdotto dalla Spagna.


DOVE DORMIRE

B&B Arrete le chese, a Ofena. Tel. 0862 956159

COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus partendo dalla città dell’Aquila.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Il Meridione si avvicina: ne sono prova i grandi uliveti che attraversiamo”

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Scritto da Yuri e corredato dalle foto di Sara e dalle mappe di Montura, è insieme un racconto e un atlante sparso e ispirazionale delle Terre Alte, tratto dall'esperienza in spedizione: una miscellanea di aneddoti, sapori, incontri e sensazioni... un motivo in più per fare lo zaino!

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