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Tappa

291

Tiriolo > Girifalco

Lunghezza
30.9
Km
Difficoltà*
T
Dislivello*
+
569
m
-
759
m
*Cosa vuol dire?

Il simbolo + indica il dislivello positivo (cioè in salita) complessivo della tappa; il simbolo - quello negativo (cioè in discesa).

* Cosa vuol dire?Scarica la traccia GPX
66386423
Punto di partenza
Punto d'arrivo
Punto acqua
Struttura ricettiva
Punto interesse

Una tappa piuttosto lunga, tutta su asfalto, di trasferimento: non proprio esaltante.

Note particolari

Diversi tratti (piuttosto lunghi) si svolgono su strade statali e provinciali, piuttosto trafficate: prestare attenzione alle macchine.

Bellezza
periodo
Tutto l'anno
PERCORRIBILITà
INTERESSE
RAGGIUNGIBILITà
PERCORSO

Lasciamo il centro di Tiriolo e iniziamo la lenta discesa (550 m D- ca.) lungo la statale; dopo circa 1 km, in occasione di un tornante, passiamo su una strada minore e continuiamo a perdere quota, superando l'abitato di Settingiano; dopo diversi tornanti giungiamo nel fondovalle, nei pressi della statale a scorrimento veloce, che superiamo grazie a un sottopasso; dopodiché giungiamo a una rotonda, percorriamo il ponte che sorvola una fiumara e la ferrovia e ci immettiamo nuovamente su una strada minore, che in saliscendi percorre a mezzacosta i colli di località Martelletto. Dopo alcuni km, superiamo una provinciale e siamo su un tratto di sterrata, l'unico di tutta la tappa; poco dopo torniamo su asfalto e andiamo salendo appena, fino a tornare sulla provinciale precedentemente attraversata e la seguiamo, verso sinistra.

Giungiamo così nel paese di Caraffa di Catanzaro, dove possiamo mangiare un boccone. Proseguiamo sulla provinciale per diversi km, passando sotto le pale eoliche; poi prendiamo una stradina sulla sinistra e la seguiamo in leggera salita, fino ad attraversare le prime case di Girifalco e, poco dopo, giungere nel centro storico.

COSA SAPERE

L'etimologia del nome Girifalco è molto dibattuta.

Secondo la tradizione popolare alla nascita del paese un falco volteggiava sopra il borgo, altri ipotizzano che il nome si rifaccia alla leggendaria presenza dei Feaci in quest'area della Calabria. Lo scrittore inglese Morton, in un viaggio in queste zone, fa risalire il nome al periodo normanno/svevo, in cui è probabile risiedessero qui dei falconieri - arte cara al sovrano Federico II di Svevia. Altra leggenda vuole la nascita del borgo di Girifalco legata all'invasione saracena del 836 che distrusse i paesi di Tocco e Caria, in seguito a ciò gli abitanti dei due villaggi si rifugiarono su una rupe fondando il nucleo del nuovo paese e vennero chiamati "Sacra falange", Ierì Fàlanga, da cui il nome Girifalco.


Girifalco è collocata nell'istmo di Catanzaro, che ha al centro la Sella di Marcellinara, il punto più basso dell'Appennino calabro (250 m s.l.m.) all’interno dell’istmo.

Si tratta della parte più stretta della penisola calabrese, larga appena 35 chilometri, e si trova tra le catene montuose della Sila e delle Serre. Nei secoli, questo stretto lembo di terra ha rappresentato un punto di contatto tra Oriente ed Occidente (evitando di attraversare lo stretto di Messina). Fu anche il luogo in cui diversi condottieri edificarono le loro difese per bloccare il nemico, come il Tiranno Dioniso o il generale Crasso per fermare l'avanzata di Spartaco.


Nel territorio di Girifalco, nel 1971 è stata rinvenuta una misteriosa statuetta denominata il Sauro di Girifalco.

In seguito ad una forte alluvione, vennero ritrovati alcuni oggetti di terracotta con incisi caratteri indecifrabili, insieme a molti altri manufatti tra i quali la statua di terracotta, di circa 18 cm, di un dinosauro con le placche triangolari sulla schiena. La soprintendenza non ha mai confermato l'autenticità dei ritrovamenti.


COSA VEDERE

Nel borgo di Girifalco si trova la fontana Carlo Pacino, detta anche Fontana del Diavolo.

Costruita nel XVII secolo dal sindaco Carlo Pacino, è stata realizzata in stile barocco dalle maestranze locali. Situata a fianco la chiesa di San Rocco, la fontana di pietra calcarea ha la doppia forma: circolare all'interno e ottagonale all'esterno. Una leggenda popolare narra che la fontana fu realizzata in una notte dal diavolo, che lasciò sui gradoni le orme dei suoi zoccoli.


In un paese come Girifalco non poteva mancare un Centro ornitologico: se ne trova uno che costituisce un unicum regionale. Situato nell'istmo di Catanzaro e gestito da Legambiente, rappresenta un punto privilegiato per l'osservazione delle rotte migratorie.

COSA MaNGIARE

Tipico formaggio calabrese, presente in tutto il mezzogiorno, è la provola. Un formaggio a pasta filata di latte vaccino ottenuto da mucche di razza podolica, usate un tempo come animali da traino.

Le forme tronco-coniche, che solitamente riposono appese e legate con uno spesso spago, possono pesare da 1 a 3 kg. Numerose sono le aree di produzione in Calabria, ognuna delle quali si contraddistingue per le peculiarità dei sapori. La provola può essere mangiata sia fresca che stagionata e la si trova in numerose ricette locali.


DOVE DORMIRE

Centro ornitologico gestito da Legambiente, 2 km circa fuori dal centro di Girifalco (poco distante dalla traccia del Sentiero Italia della tappa successiva). La struttura non è sempre aperta e occorre farla aprire: chiamare Domenico, tel. 333 135 9524.

A Girifalco sono disponibili diverse strutture ricettive.


COME ARRIVARE

Punto di partenza raggiungibile in macchina.


Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Catanzaro.

Qui il LINK per controllare gli orari.


Punto di partenza NON raggiungibile in treno.


“Una giornata di vento e pioggia, su una strada che sembra non finire mai. Anche questo è il cammino”

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